Come Affittare un Appartamento Ammobiliato

Affittare un appartamento ammobiliato può rendere l’immobile più interessante per lavoratori fuori sede, studenti, coppie che non vogliono acquistare mobili e persone che cercano una soluzione abitativa pronta all’uso. Per il proprietario, però, arredare l’alloggio non significa semplicemente aggiungere un letto, un tavolo e qualche elettrodomestico. Bisogna scegliere il tipo di contratto corretto, stabilire con precisione quali beni vengono consegnati, documentarne le condizioni, definire le spese e organizzare la registrazione del contratto.

Dal punto di vista giuridico non esiste un contratto completamente diverso solo perché l’appartamento è arredato. La presenza dei mobili deve essere disciplinata all’interno della normale locazione abitativa e documentata con particolare attenzione, soprattutto attraverso un inventario e un verbale di consegna. In questa guida vedremo come preparare l’immobile, scegliere il contratto, stabilire il canone, selezionare il conduttore, gestire cauzione, mobili, utenze e registrazione e ridurre il rischio di contestazioni al momento della riconsegna.

Cosa significa affittare un appartamento ammobiliato

Un appartamento ammobiliato viene consegnato al conduttore insieme a mobili e, spesso, elettrodomestici sufficienti a consentirne l’utilizzo senza dover arredare completamente l’abitazione. Non esiste però un elenco legale universale di ciò che deve essere presente perché l’immobile possa essere definito ammobiliato.

La dotazione dipende dal tipo di offerta. Un bilocale destinato a una locazione pluriennale può comprendere cucina attrezzata, letto, armadi, tavolo, sedie e principali elettrodomestici. Un appartamento rivolto a studenti potrebbe comprendere anche scrivanie e librerie. In una locazione breve possono essere presenti inoltre stoviglie, biancheria e piccoli accessori.

La cosa importante è che ciò che viene promesso nell’annuncio corrisponda a ciò che viene effettivamente consegnato. Se l’annuncio indica lavatrice, lavastoviglie e aria condizionata, questi elementi dovrebbero essere presenti e funzionanti al momento della consegna, salvo diverso accordo chiaramente comunicato prima della firma.

L’arredamento non cambia automaticamente il tipo di contratto

Uno degli equivoci più comuni consiste nel pensare che un appartamento ammobiliato debba essere affittato con un contratto breve o transitorio. Non è così. Un immobile arredato può essere locato anche con un normale contratto abitativo di lunga durata.

La scelta del contratto dipende soprattutto dall’uso dell’immobile e dalle esigenze delle parti. La legge sulle locazioni abitative prevede, tra le forme principali, il contratto a canone libero con durata minima di quattro anni e rinnovo per altri quattro, il contratto a canone concordato con durata minima normalmente di tre anni più due di proroga e i contratti destinati a esigenze transitorie o a studenti universitari.

La presenza del mobilio può incidere sul valore economico dell’offerta e sulle clausole relative alla custodia dei beni, ma non consente di aggirare le durate previste dalla disciplina delle locazioni abitative.

Contratto di affitto appartamento ammobiliato

Il contratto di affitto di un appartamento ammobiliato dovrebbe contenere tutte le informazioni normalmente necessarie per una locazione abitativa e una disciplina specifica relativa agli arredi consegnati, come spiegato su Modulidoc.com. La forma scritta è richiesta per i contratti di locazione abitativa disciplinati dalla Legge n. 431 del 1998.

Nel contratto devono essere identificati locatore e conduttore, immobile, eventuali pertinenze, durata, canone, modalità di pagamento, deposito cauzionale, ripartizione delle spese, condizioni per il recesso e ogni altra clausola rilevante. È opportuno indicare espressamente che l’immobile viene locato ammobiliato e richiamare un inventario allegato al contratto.

L’inventario dovrebbe essere considerato parte integrante della documentazione. Non serve descrivere genericamente “appartamento completamente arredato”. È meglio indicare, stanza per stanza, i beni principali: letto matrimoniale, due comodini, armadio a tre ante, tavolo con quattro sedie, frigorifero, forno, lavatrice e così via.

Quando alcuni beni hanno particolare valore, può essere utile riportarne marca, modello e, quando disponibile, numero identificativo. Per un televisore economico può essere superfluo, mentre per elettrodomestici o arredi costosi può facilitare la gestione di una successiva contestazione.

Il contratto dovrebbe chiarire anche che il conduttore riceve i beni nello stato risultante dal verbale di consegna e deve utilizzarli con la normale diligenza, restituendoli al termine della locazione tenendo conto dell’usura derivante da un utilizzo corretto.

Quale contratto scegliere

Il contratto a canone libero viene utilizzato quando il proprietario cerca una locazione stabile e vuole determinare liberamente il canone, nel rispetto della disciplina applicabile. La durata ordinaria non può essere inferiore a quattro anni e alla prima scadenza opera normalmente il rinnovo per altri quattro anni, salvo i casi previsti dalla legge nei quali il locatore può negarlo.

Il contratto a canone concordato utilizza invece i valori e le condizioni definiti dagli accordi territoriali tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini. La durata minima ordinaria è di tre anni, seguita normalmente da una proroga biennale. Può offrire vantaggi fiscali in presenza dei relativi requisiti, ma il canone non viene determinato liberamente come nel contratto 4+4.

Il contratto transitorio è destinato a esigenze realmente temporanee del locatore o del conduttore. La durata non può normalmente superare diciotto mesi e il contratto deve indicare la specifica esigenza di transitorietà prevista dalla disciplina e dagli accordi territoriali applicabili. Per contratti superiori a trenta giorni, la ragione transitoria deve essere documentata nei casi previsti.

Esiste infine il contratto per studenti universitari, utilizzabile quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa e dagli accordi territoriali. La durata può andare da sei mesi a tre anni. Anche in questo caso arredare l’appartamento può rendere l’offerta particolarmente adatta agli studenti, ma non sostituisce i requisiti necessari per utilizzare questa tipologia contrattuale.

Non utilizzare un contratto transitorio solo perché l’appartamento è arredato

Un appartamento con mobili non diventa automaticamente un’abitazione transitoria. Questo errore può creare problemi importanti perché il contratto transitorio richiede una vera esigenza temporanea e deve rispettare le condizioni della normativa e dell’accordo territoriale applicabile.

Se il proprietario vuole semplicemente avere un contratto più corto perché teme di vincolarsi per quattro anni, non è sufficiente dichiarare una transitorietà inesistente. Nei casi in cui non vengano rispettate le condizioni previste, il rapporto può essere ricondotto alla disciplina della locazione abitativa ordinaria.

Prima di utilizzare un contratto transitorio è quindi opportuno verificare l’accordo territoriale del Comune e, quando necessario, rivolgersi a un’associazione della proprietà immobiliare, a un professionista o a un consulente competente.

Come preparare l’appartamento prima di metterlo in affitto

La preparazione non dovrebbe partire dall’acquisto di mobili nuovi, ma dal controllo dell’immobile. Impianti, serramenti, rubinetteria, elettrodomestici e dotazioni devono essere in condizioni adeguate all’utilizzo.

Un mobile leggermente usato può essere perfettamente compatibile con una locazione. Un letto instabile, un frigorifero che non raffredda correttamente o una presa danneggiata non lo sono. Sistemare i problemi prima dell’ingresso del conduttore riduce anche le discussioni su chi abbia provocato il difetto.

Conviene evitare di riempire l’appartamento di oggetti personali, soprammobili e mobili poco utili. Un alloggio ammobiliato funziona meglio quando offre ciò che serve senza sottrarre inutilmente spazio al conduttore.

Quali mobili conviene lasciare

La dotazione ideale dipende dal pubblico al quale si vuole proporre l’immobile. In una locazione destinata a una coppia può essere sufficiente una camera completa, un soggiorno funzionale e una cucina attrezzata. Per studenti sono particolarmente importanti letti, armadi e postazioni studio.

Gli arredi dovrebbero essere robusti e semplici da mantenere. Un divano molto delicato o mobili di grande valore affettivo non sono necessariamente la scelta migliore per una casa destinata a essere utilizzata da conduttori diversi nel corso degli anni.

Prima di lasciare oggetti costosi è utile chiedersi se si è disposti ad accettarne la normale usura. Un mobile utilizzato quotidianamente per quattro anni difficilmente verrà restituito esattamente nelle condizioni del primo giorno.

Preparare un inventario dettagliato

L’inventario è probabilmente il documento più importante nella locazione ammobiliata dopo il contratto. Senza di esso, al termine del rapporto può essere difficile dimostrare quali mobili fossero effettivamente presenti.

La descrizione dovrebbe essere sufficientemente precisa ma non inutilmente complicata. È possibile organizzare il documento per ambienti e indicare quantità, tipo di bene e stato generale.

Non basta scrivere “camera completa”. Meglio specificare che sono presenti letto matrimoniale con struttura e rete, due comodini, armadio, cassettiera e materasso. Lo stesso metodo può essere utilizzato per cucina e soggiorno.

L’inventario dovrebbe essere firmato da entrambe le parti oppure richiamato espressamente nel contratto e allegato alla documentazione firmata.

Fotografare mobili e appartamento

Le fotografie completano molto bene l’inventario. Permettono di documentare graffi, macchie, ammaccature e normale usura già presenti all’inizio della locazione.

È utile fotografare le stanze nel loro insieme e, separatamente, eventuali difetti già esistenti. Se un tavolo ha un graffio importante prima dell’ingresso del conduttore, documentarlo evita che anni dopo venga attribuito erroneamente a quest’ultimo.

Le fotografie dovrebbero essere conservate insieme al contratto e al verbale di consegna. Per maggiore chiarezza, le parti possono dichiarare nel verbale di aver visionato e accettato la documentazione fotografica.

Il verbale di consegna

Il giorno in cui vengono consegnate le chiavi conviene predisporre un verbale. Nel documento possono essere indicati stato dell’immobile, numero delle chiavi, letture dei contatori e eventuali osservazioni relative agli arredi.

Questo è anche il momento per verificare insieme al conduttore il funzionamento dei principali elettrodomestici. Non occorre eseguire prove complesse, ma almeno frigorifero, forno, lavatrice, climatizzatori e caldaia, quando presenti, dovrebbero essere in normali condizioni di utilizzo.

Una procedura simile dovrebbe essere effettuata al termine della locazione attraverso un verbale di riconsegna. Confrontare i due documenti permette di distinguere più facilmente un danno nuovo da un difetto preesistente.

Come stabilire il canone

Per un contratto a canone libero, il proprietario può valutare gli affitti richiesti nella stessa zona per immobili comparabili. Bisogna però confrontare appartamenti con caratteristiche realmente simili: metratura, piano, stato dell’immobile, ascensore, parcheggio, qualità dell’arredamento ed efficienza energetica possono incidere notevolmente.

La presenza di mobili può giustificare un canone diverso rispetto a un immobile vuoto, ma non significa che sia possibile sommare arbitrariamente al normale affitto una cifra corrispondente al costo degli arredi.

Nei contratti a canone concordato, invece, occorre rispettare i criteri dell’accordo territoriale applicabile. La presenza dell’arredamento può essere uno degli elementi considerati dagli accordi locali, ma bisogna verificarne concretamente la disciplina.

Come scegliere il conduttore

Una buona selezione non consiste nel cercare garanzie impossibili, ma nel verificare che il candidato possa realisticamente sostenere il canone e comprenda le condizioni del contratto.

Il proprietario può chiedere documentazione ragionevole sulla situazione reddituale, come buste paga, contratto di lavoro o altra documentazione compatibile con la situazione del candidato. Per lavoratori autonomi possono essere utilizzati documenti differenti.

È importante trattare i dati personali in modo proporzionato. Non serve raccogliere una quantità illimitata di documentazione o conservare indefinitamente informazioni di persone che non sono state scelte come conduttori.

Prima della firma è utile chiarire numero degli occupanti, eventuali animali, durata prevista della permanenza e particolari esigenze. Molti problemi nascono non dalla cattiva fede, ma da aspettative diverse mai discusse prima del contratto.

Deposito cauzionale

Il deposito cauzionale serve a garantire le obbligazioni del conduttore e può essere utilizzato, al termine del rapporto e ricorrendone i presupposti, per coprire danni o altre somme effettivamente dovute. Non deve essere confuso con un pagamento anticipato degli ultimi mesi di affitto.

La legge stabilisce che il deposito cauzionale non possa essere superiore a tre mensilità del canone. Il contratto dovrebbe indicare chiaramente l’importo consegnato e la sua funzione.

Nella locazione ammobiliata il deposito assume particolare importanza perché sono presenti numerosi beni del proprietario. Ciò non significa, però, che qualsiasi segno di utilizzo dei mobili possa essere addebitato al conduttore.

La normale usura derivante da un utilizzo corretto rimane diversa dal danno. Un materasso, un divano o una sedia utilizzati per anni non possono essere considerati nuovi al momento della riconsegna soltanto perché erano in buone condizioni all’inizio.

Chi paga se si rompe un mobile o un elettrodomestico

Non esiste una risposta basata esclusivamente sul fatto che il bene appartenga al proprietario. Bisogna capire perché si è rotto.

Se una lavatrice smette di funzionare per usura o per un guasto non imputabile al conduttore, la gestione non è la stessa di una lavatrice danneggiata da un utilizzo palesemente scorretto. Allo stesso modo, una cerniera di un armadio può deteriorarsi dopo molti anni, mentre un’anta spezzata a causa di un urto rappresenta una situazione diversa.

Il contratto può disciplinare in modo chiaro gli obblighi di manutenzione, rispettando però la ripartizione prevista dalla legge. Non è opportuno inserire una clausola generica secondo cui qualsiasi guasto a qualsiasi bene dell’appartamento deve sempre essere pagato dal conduttore.

Attestato di Prestazione Energetica

Prima di locare l’appartamento bisogna verificare la disponibilità dell’Attestato di Prestazione Energetica, comunemente chiamato APE, quando richiesto dalla normativa.

Nei nuovi contratti di locazione di singole unità immobiliari soggetti a registrazione deve essere inserita una clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione relativa alla prestazione energetica, comprensiva dell’attestato. Per la locazione di una singola unità immobiliare non è normalmente necessario allegare materialmente una copia dell’APE al contratto, ma deve essere messo a disposizione del conduttore e deve essere inserita la dichiarazione prevista.

Anche l’annuncio immobiliare, nei casi disciplinati dalla normativa energetica, deve riportare le informazioni richieste sulla prestazione energetica.

Registrazione del contratto

I contratti di locazione immobiliare che superano complessivamente trenta giorni nell’anno con lo stesso conduttore devono essere registrati. La registrazione deve essere effettuata entro trenta giorni dalla data dell’atto oppure dalla decorrenza, se anteriore.

Per la registrazione viene normalmente utilizzato il modello RLI, attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate oppure secondo le modalità ammesse. Se non viene scelta la cedolare secca, sono dovute le imposte previste secondo la disciplina fiscale applicabile.

Il fatto che l’appartamento sia ammobiliato non modifica il normale obbligo di registrazione. Anche l’inventario può essere richiamato nel contratto e gestito come allegato secondo la procedura utilizzata.

Cedolare secca o tassazione ordinaria

Quando ricorrono i requisiti, il locatore persona fisica che concede un immobile abitativo per finalità abitative può valutare il regime della cedolare secca. L’opzione sostituisce, nei limiti previsti, l’IRPEF e le relative addizionali sul reddito della locazione e le imposte di registro e di bollo sul contratto.

Per i contratti a canone libero l’aliquota ordinaria della cedolare secca è del 21%. Per alcuni contratti a canone concordato può essere applicabile l’aliquota ridotta del 10% quando ricorrono le condizioni previste.

La convenienza dipende però dalla situazione fiscale del proprietario. Prima di scegliere il regime soltanto perché l’aliquota sembra più bassa, è utile confrontare cedolare e tassazione ordinaria con un commercialista o altro professionista, soprattutto in presenza di più immobili o situazioni particolari.

Utenze e spese condominiali

Prima dell’ingresso del conduttore bisogna stabilire come saranno gestite luce, gas, acqua, Internet e spese condominiali. Lasciare tutto indefinito è una delle cause più frequenti di discussione.

Per locazioni lunghe è spesso pratico effettuare volture delle utenze al conduttore. In altri casi alcune forniture possono rimanere intestate al proprietario e venire successivamente rimborsate secondo quanto pattuito.

Le spese condominiali devono essere disciplinate nel contratto rispettando la ripartizione prevista dalla normativa e dagli eventuali accordi applicabili. Se viene chiesto un acconto mensile, è opportuno chiarire che potrà essere seguito dal relativo conguaglio.

Al momento della consegna e della riconsegna è utile fotografare o annotare le letture dei contatori per evitare contestazioni sui consumi.

Locazione ammobiliata e locazione breve non sono la stessa cosa

Un appartamento arredato può essere dato in locazione per anni. Al contrario, la locazione breve è una categoria caratterizzata principalmente dalla durata e dalla disciplina applicabile, non dalla presenza di mobili.

Ai fini fiscali vengono considerate locazioni brevi determinate locazioni abitative di durata non superiore a trenta giorni stipulate da persone fisiche fuori dall’attività d’impresa. Se tra le stesse parti la durata complessiva nell’anno supera trenta giorni, entrano in gioco gli adempimenti di registrazione.

Chi vuole affittare l’appartamento per pochi giorni a turisti deve inoltre considerare adempimenti ulteriori rispetto alla normale locazione residenziale, comprese le regole nazionali, regionali e comunali applicabili e gli obblighi collegati al Codice Identificativo Nazionale quando richiesti.

Non conviene quindi preparare un normale contratto 4+4 e poi utilizzarlo come se fosse una locazione turistica, né utilizzare modelli destinati alle locazioni brevi per un inquilino che deve vivere stabilmente nell’immobile.

Gestire correttamente gli oggetti personali

Prima di consegnare l’appartamento conviene rimuovere documenti, fotografie, vestiti, oggetti di valore e qualsiasi bene che il proprietario non intenda realmente mettere a disposizione del conduttore.

Chiudere tutto in un armadio e dichiarare che quell’armadio non può essere utilizzato può essere possibile se viene concordato chiaramente, ma riduce lo spazio effettivamente disponibile e può rendere l’immobile meno interessante.

Per le locazioni di lunga durata è generalmente più pratico consegnare una casa arredata ma libera dagli effetti personali del proprietario.

Assicurazione dell’immobile

Prima della locazione può essere utile verificare la propria polizza assicurativa e comunicare all’assicuratore, quando necessario, che l’immobile viene concesso in locazione.

Le coperture possono riguardare incendio, danni al fabbricato, responsabilità civile e altre situazioni. Non tutte comprendono automaticamente i mobili e non tutte operano nello stesso modo quando l’immobile è occupato da un conduttore.

Il proprietario non deve presumere che una generica polizza casa copra qualsiasi danno agli arredi causato dall’inquilino. Le condizioni devono essere lette concretamente.

Cosa fare alla fine della locazione

La riconsegna dovrebbe essere organizzata attraverso un sopralluogo congiunto. Si controllano stanze, arredi, elettrodomestici, numero delle chiavi e letture dei contatori e si confrontano le condizioni con il verbale iniziale.

Se vengono rilevati danni, conviene descriverli nel verbale e documentarli con fotografie. Non bisogna invece trattenere automaticamente tutto il deposito cauzionale soltanto perché alcuni mobili appaiono più vecchi rispetto a quando sono stati consegnati.

Per i danni effettivamente imputabili al conduttore può essere necessario raccogliere preventivi o altra documentazione che consenta di quantificare la spesa. Se le parti non concordano sull’importo, la cauzione non attribuisce al proprietario un diritto indiscriminato a determinare unilateralmente qualsiasi addebito.

Errori da evitare quando si affitta un appartamento ammobiliato

Il primo errore è utilizzare un contratto generico senza inventario. Se dopo alcuni anni manca un mobile o un elettrodomestico è difficile dimostrare cosa fosse stato realmente consegnato.

Il secondo è scegliere un contratto transitorio soltanto per ottenere una durata breve senza avere una vera esigenza di transitorietà. La tipologia contrattuale deve corrispondere alla situazione reale.

Un altro errore è consegnare elettrodomestici vecchi o già malfunzionanti e poi attribuire automaticamente al conduttore qualsiasi guasto. Il verbale iniziale serve proprio a ridurre questo tipo di conflitto.

Bisogna inoltre evitare accordi esclusivamente verbali. Per le locazioni abitative la forma scritta è essenziale e, nei casi previsti, il contratto deve essere registrato.

Infine, non conviene stabilire un deposito cauzionale sproporzionato pensando che la presenza dei mobili permetta di superare liberamente i limiti previsti. La cauzione non può normalmente superare tre mensilità del canone.

Procedura pratica per affittare l’appartamento

Il percorso più ordinato inizia dalla scelta della tipologia contrattuale. Prima di pubblicare l’annuncio bisogna sapere se si cerca un conduttore stabile, uno studente oppure una persona con una vera esigenza temporanea. Questa scelta influenza durata, canone e documentazione.

Successivamente si controllano immobile e arredamento, si eliminano i beni personali e si predispone un inventario. È utile scattare fotografie prima delle visite, così da avere già una documentazione dello stato iniziale.

Dopo aver individuato il conduttore, si verificano in modo proporzionato identità e capacità economica e si chiariscono canone, deposito, spese, utenze e durata. Il contratto viene quindi predisposto per iscritto insieme agli allegati necessari.

Al momento della consegna si firma il verbale, si registrano le letture dei contatori e si consegnano le chiavi. Nei casi soggetti all’obbligo, il contratto deve essere registrato entro trenta giorni. Conservare tutta la documentazione in un unico fascicolo semplifica anche la successiva gestione fiscale.

Conclusioni

Affittare un appartamento ammobiliato richiede qualche attenzione in più rispetto alla consegna di un immobile vuoto, soprattutto perché bisogna documentare chiaramente mobili ed elettrodomestici. La presenza dell’arredamento non crea però una tipologia contrattuale autonoma: è possibile utilizzare un normale contratto 4+4, un canone concordato oppure, quando esistono realmente i presupposti, un contratto transitorio o per studenti.

Prima di pubblicare l’annuncio, il passo più utile è decidere quale tipo di conduttore e quale durata si stanno cercando. Poi prepara un inventario dettagliato, verifica l’APE, stabilisci canone, deposito e gestione delle utenze e utilizza un contratto coerente con la situazione reale. Un buon verbale di consegna corredato da fotografie richiede poco tempo, ma può diventare il documento più importante quando, anni dopo, sarà necessario capire se un mobile era già danneggiato oppure se il deterioramento è avvenuto durante la locazione.

Katarina Riem è una blogger appassionata di bellezza, cucina, giardinaggio e lavoretti fai da te. Sul suo sito personale, pubblica guide dettagliate su come realizzare progetti creativi, ricette deliziose e consigli utili per la cura della bellezza.