L’olio paglierino viene utilizzato da tempo nella manutenzione e nel restauro del legno per ravvivare l’aspetto delle superfici, mettere in evidenza le venature e migliorare l’aspetto di mobili che sembrano secchi o spenti. Applicarlo correttamente, però, richiede qualche attenzione. Non tutti i mobili in legno hanno la stessa finitura e un prodotto che viene assorbito bene dal legno grezzo può comportarsi in modo completamente diverso sopra una vernice impermeabile, una laccatura o un trattamento moderno.
Prima di utilizzare l’olio paglierino bisogna quindi capire che superficie si ha davanti, scegliere un prodotto adatto e fare sempre una prova in un punto nascosto. La quantità è altrettanto importante: versarne molto non significa nutrire meglio il mobile. Nella maggior parte dei casi si ottengono risultati migliori distribuendo pochissimo prodotto con un panno morbido, lasciandolo assorbire per il tempo previsto e rimuovendo accuratamente ogni eccesso. In questa guida vedremo cos’è realmente l’olio paglierino, su quali mobili può essere utilizzato, quando è meglio evitarlo, come preparare la superficie, come stenderlo senza lasciare zone unte e come comportarsi con legno grezzo, mobili antichi, superfici cerate e mobili già verniciati.
Che cos’è l’olio paglierino
Il nome può creare un po’ di confusione perché non identifica necessariamente una formulazione unica. In commercio esistono prodotti denominati olio paglierino con composizioni differenti. Alcune schede tecniche descrivono formulazioni a base di olio minerale, mentre esistono anche prodotti per la cura del legno che impiegano olio paglierino di origine vegetale insieme ad altri oli e cere. È quindi importante leggere sempre etichetta e scheda tecnica invece di considerare tutti gli oli paglierini equivalenti.
Il nome deriva principalmente dalla tipica tonalità giallo chiaro. Esistono inoltre versioni più colorate, spesso indicate come oli rossi o ravvivanti, destinate a rendere più caldo il tono di determinati legni.
Per la manutenzione dei mobili viene utilizzato soprattutto per ravvivare la superficie, accentuare la venatura e migliorare l’aspetto di legni naturali o di determinate finiture tradizionali. Borma Wachs, per esempio, indica il proprio olio paglierino sia per il trattamento nutritivo del legno dopo la sverniciatura sia per la manutenzione e lucidatura di mobili antichi.
Su quali mobili si può utilizzare
L’olio paglierino trova il suo utilizzo più intuitivo sui mobili in legno naturale, grezzo oppure caratterizzati da finiture che permettono al prodotto di interagire con la superficie. Può essere utile anche nella manutenzione di mobili precedentemente trattati con cera, quando il prodotto scelto è dichiarato compatibile.
È frequente il suo utilizzo su mobili antichi, porte, cornici, oggetti decorativi e altri manufatti in legno che hanno perso parte della brillantezza originaria.
La compatibilità va però verificata prodotto per prodotto. Un mobile moderno può avere una vernice poliuretanica molto resistente, un trattamento UV industriale oppure una superficie laccata che impedisce all’olio di penetrare. In questo caso versare olio sulla superficie può limitarsi a creare una patina oleosa.
La prima domanda da porsi non è quindi “che essenza di legno è?”, ma “come è stato finito questo legno?”.
Legno grezzo e legno verniciato non reagiscono allo stesso modo
Su un legno grezzo o molto assorbente il prodotto può penetrare nella superficie e intensificare rapidamente colore e venature. Proprio per questo una prova preliminare è indispensabile: un legno chiaro può diventare sensibilmente più caldo o più scuro.
Su una superficie verniciata integra, invece, la vernice costituisce una barriera tra olio e fibra. Il comportamento dipenderà quindi dal tipo di prodotto. Esistono formulazioni commerciali contenenti olio paglierino esplicitamente dichiarate adatte anche al legno verniciato, ma questo non autorizza a considerare qualsiasi olio paglierino puro compatibile con ogni vernice. Nuncas, per esempio, commercializza prodotti formulati con olio paglierino e altri componenti destinati anche a specifiche superfici verniciate.
Se non si conosce la finitura, meglio fare una prova nell’interno di un’anta, sotto un ripiano o dietro il mobile prima di trattare una superficie visibile.
Come capire se un mobile è verniciato
Una superficie molto uniforme, poco assorbente e protetta da un film continuo è probabilmente verniciata. Non bisogna però basarsi soltanto sulla brillantezza. Esistono vernici opache che lasciano un aspetto molto naturale e possono sembrare a prima vista legno non trattato.
Se il mobile è recente, la documentazione del produttore è il riferimento migliore. Per mobili artigianali si può chiedere a chi li ha realizzati o restaurati.
Su un mobile antico la questione diventa più complessa perché possono essere presenti cera, gommalacca, vecchie vernici oppure più trattamenti sovrapposti nel corso degli anni. Se il pezzo ha valore economico o storico, è preferibile non fare prove aggressive e consultare un restauratore.
Quando l’olio paglierino può essere utile
Un mobile in legno naturale che appare opaco e leggermente impoverito può beneficiare di un trattamento ravvivante quando questo è compatibile con la sua finitura. L’effetto più evidente è spesso una maggiore profondità del colore.
L’olio può rendere più visibile il disegno naturale del legno. Saratoga indica, per esempio, il proprio olio ravvivante color paglierino per mobili e pavimenti in legno naturale proprio con la funzione di esaltare le venature e dare lucentezza.
Può essere utile anche dopo alcuni interventi di manutenzione o restauro, ma in questo caso deve essere inserito correttamente nel ciclo di finitura. Se successivamente si vuole applicare vernice, gommalacca, cera o altro trattamento, bisogna verificare la compatibilità tra i prodotti.
Quando è meglio non utilizzarlo
Non bisogna trattare automaticamente qualsiasi mobile che appare opaco. Una superficie potrebbe semplicemente essere sporca. Aggiungere olio sopra polvere, grasso e residui di detergenti crea una miscela che può rendere il mobile più scuro e appiccicoso.
L’olio paglierino non è inoltre la soluzione corretta per una vernice sfogliata, una laccatura rovinata o un’impiallacciatura che si sta staccando. In questi casi esiste un problema della finitura o della struttura del mobile che richiede un intervento differente.
È meglio evitarne l’applicazione indiscriminata anche sui mobili verniciati moderni quando il produttore raccomanda esclusivamente detergenti o prodotti di manutenzione specifici.
Particolare prudenza è necessaria con mobili antichi di valore. Cambiare la saturazione della superficie o introdurre un olio all’interno di una finitura storica può modificare l’aspetto della patina e rendere più complicato un futuro intervento conservativo.
Fare sempre una prova preliminare
Scegli una zona poco visibile e puliscila come farai con il resto del mobile. Applica una quantità minima di olio e osserva immediatamente come reagisce la superficie.
Il colore può diventare più intenso appena il prodotto viene assorbito. Bisogna quindi chiedersi se questo effetto sia realmente desiderato prima di procedere su tutto il mobile.
Non limitarti a osservare il risultato dopo trenta secondi. Rimuovi l’eccesso secondo le istruzioni e aspetta il tempo necessario per valutare la superficie asciutta.
La prova consente inoltre di capire quanto prodotto assorbe il legno. Una superficie molto secca può assorbire rapidamente la prima quantità, mentre un mobile già saturo può rimanere immediatamente unto.
Preparare il mobile prima del trattamento
Prima di stendere l’olio libera la superficie. Rimuovi soprammobili, tessuti, cassetti quando necessario e qualsiasi oggetto possa impedire un’applicazione uniforme.
Elimina accuratamente la polvere con un panno morbido. Negli angoli, nelle modanature e negli intagli può essere utile un pennello morbido e pulito.
Se il mobile è sporco, deve essere pulito con un metodo compatibile con la sua finitura e lasciato asciugare completamente. Non applicare l’olio sopra una superficie ancora umida.
Non utilizzare automaticamente sgrassatori domestici molto forti, alcool o detergenti alcalini su un mobile antico. La pulizia deve essere adattata al trattamento esistente.
Quale panno utilizzare
Per una normale applicazione è adatto un panno morbido, pulito e che non perda pelucchi. Il cotone è spesso utilizzato proprio per questo tipo di lavoro. Anche Borma Wachs indica l’applicazione mediante panno di cotone che non speli o, in determinate fasi, mediante pennello.
Il panno non dovrebbe essere impregnato completamente. Lo scopo è distribuire un film sottile e controllato.
È utile avere almeno due panni: uno per stendere il prodotto e uno pulito e asciutto per eliminare l’eccesso e procedere alla lucidatura finale.
Non usare un vecchio straccio sul quale siano rimasti detergenti, silicone, cera per automobili o altri prodotti. Potrebbero essere trasferiti sul mobile.
Come applicare l’olio paglierino
Versa una piccola quantità sul panno invece di rovesciare molto prodotto direttamente sul mobile. Questa semplice precauzione rende più facile controllare l’assorbimento.
Distribuisci l’olio con movimenti regolari, seguendo preferibilmente la direzione della venatura quando la superficie lo permette. Lavora su aree limitate invece di coprire frettolosamente tutto il mobile.
Osserva il comportamento del legno. Se l’olio scompare quasi immediatamente nella superficie, il mobile è molto assorbente. Se rimane lucido e mobile sopra il legno, significa che l’assorbimento è ridotto e non serve continuare ad aggiungerne.
Le istruzioni cambiano tra i prodotti. Alcune formulazioni vengono strofinate fino a lasciare la superficie praticamente asciutta; altre prevedono un periodo di assorbimento prima della rimozione dell’eccesso. Borma, per esempio, distingue tra applicazione nutritiva su legno sfibrato, con un tempo di penetrazione più lungo, e manutenzione del mobile, nella quale il prodotto viene strofinato fino a ottenere una superficie asciutta.
Meglio poco olio che troppo
L’eccesso è uno degli errori più frequenti. Il ragionamento “il legno è molto secco, quindi verso molto olio” può lasciare una superficie unta per lungo tempo.
Il legno assorbe soltanto ciò che riesce a ricevere. Il prodotto in più resta sopra, raccoglie polvere, evidenzia impronte e può infiltrarsi nelle giunzioni.
È quindi preferibile effettuare una prima applicazione sottile. Se il prodotto viene completamente assorbito e le istruzioni consentono una seconda mano, questa potrà essere effettuata successivamente.
La possibilità di aggiungere altro olio esiste sempre. Rimuoverne una grande quantità già penetrata o distribuita nelle fessure è molto più difficile.
Quanto tempo lasciare agire
Non esiste un tempo universale perché con il nome olio paglierino vengono commercializzati prodotti differenti. Alcune formulazioni destinate alla manutenzione vengono lucidate dopo pochi minuti, mentre prodotti utilizzati nel restauro del legno grezzo possono prevedere tempi di penetrazione molto più lunghi.
Per questo bisogna seguire l’etichetta. Non lasciare il prodotto tutta la notte soltanto perché il mobile sembra molto secco se il produttore prevede invece la rimozione dopo un breve intervallo.
Durante il tempo di assorbimento controlla eventuali colature, soprattutto sui fianchi verticali, sulle gambe e sotto i bordi.
Rimuovere sempre l’eccesso
Una volta trascorso il tempo previsto, passa un panno pulito e asciutto sulla superficie. Il mobile non dovrebbe rimanere coperto da uno strato evidente di olio libero.
Insisti soprattutto negli angoli, nelle modanature e nelle zone nelle quali il prodotto può accumularsi. Un piccolo eccesso quasi invisibile su una superficie piana può trasformarsi in una goccia evidente sotto il bordo di un cassetto.
Una corretta rimozione dell’eccesso migliora anche la sensazione al tatto. La superficie dovrebbe risultare uniforme, non oleosa al punto da lasciare impronte sulle dita.
Come lucidare il mobile
Dopo l’assorbimento e la rimozione dell’eccesso, molti prodotti prevedono una lucidatura con un panno morbido e asciutto. Il movimento serve a uniformare la superficie e migliorare l’aspetto finale.
Non occorre esercitare una pressione eccessiva. Lavora con movimenti regolari e cambia lato del panno quando diventa troppo impregnato.
Osservare la superficie in controluce aiuta a individuare strisce o zone che conservano ancora troppo prodotto.
Se il mobile rimane visibilmente unto dopo la lucidatura, non aggiungere altro olio. Continua piuttosto a rimuovere l’eccesso e rispetta il tempo di asciugatura previsto.
Come utilizzare l’olio paglierino sul legno grezzo
Il legno grezzo assorbe molto più prodotto di una superficie già finita e può cambiare sensibilmente colore. Una tavola chiara può assumere immediatamente una tonalità più calda e intensa.
La prova preliminare diventa quindi indispensabile. Se il risultato piace, il prodotto può essere steso in maniera uniforme evitando di lasciare alcune zone molto impregnate e altre quasi asciutte.
È importante anche sapere cosa si farà successivamente. Se l’olio paglierino viene utilizzato come fase di un lavoro di restauro, la finitura successiva deve essere compatibile. Non conviene impregnare il legno e decidere soltanto dopo quale vernice utilizzare.
Se l’obiettivo è creare una vera finitura resistente per un tavolo utilizzato quotidianamente, un semplice olio ravvivante potrebbe non offrire le caratteristiche richieste. In questi casi può essere più appropriato un ciclo specifico a olio, cera o vernice destinato alla protezione del mobile.
Utilizzo sui mobili antichi
L’olio paglierino è molto presente nella tradizione del restauro e della manutenzione dei mobili antichi. Può ravvivare superfici spente e mettere in evidenza la venatura senza creare l’aspetto plastificato di una moderna vernice lucida.
Questo non significa che ogni cassettone antico debba essere periodicamente impregnato d’olio. La superficie potrebbe avere una finitura originale a gommalacca, una patina storica o una vecchia ceratura che richiedono una manutenzione più specifica.
Su un mobile comune e già mantenuto in passato con prodotti compatibili, un’applicazione molto moderata può essere una normale operazione di cura. Su un mobile di pregio, firmato, antico o con valore collezionistico, è meglio consultare un restauratore prima di modificare la superficie.
Olio paglierino e gommalacca
Nella tradizionale lucidatura a tampone l’olio può essere impiegato come lubrificante durante la lavorazione della gommalacca. È un utilizzo tecnico del restauro e non deve essere confuso con il semplice passaggio di olio sopra un mobile già lucidato.
Una superficie a gommalacca è delicata e può reagire a diversi solventi e prodotti di pulizia. Se non si conosce la tecnica con cui è stato rifinito il mobile, meglio non sperimentare.
Il fatto che l’olio paglierino venga utilizzato durante alcune tecniche di lucidatura non significa quindi che debba essere lasciato in quantità abbondante sulla gommalacca finita.
Olio paglierino e cera
Olio e cera possono essere entrambi presenti nella manutenzione tradizionale del legno, ma svolgono funzioni differenti. L’olio tende a ravvivare e penetrare dove la superficie lo consente, mentre la cera crea soprattutto una protezione e una finitura superficiale lucidabile.
Alcuni cicli prevedono olio seguito dalla cera. Altri mobili già fortemente cerati possono assorbire pochissimo olio perché la superficie è stata precedentemente saturata.
Prima di sovrapporre i due prodotti è quindi necessario verificare la compatibilità. Se il mobile ha uno spesso strato di vecchia cera sporca, aggiungere olio sopra non rappresenta una vera pulizia.
Può eliminare i graffi?
L’olio paglierino può rendere meno evidente un graffio molto superficiale quando questo appare chiaro perché ha interrotto la finitura o ha esposto una zona più secca del legno. Ravvivando il colore, il contrasto può diminuire.
Non può però ricostruire la fibra mancante. Un solco profondo rimane un solco e può richiedere stuccatura, ritocco cromatico o un intervento di restauro.
Non bisogna quindi versare olio dentro un graffio profondo sperando di riempirlo. Il prodotto potrebbe semplicemente scurirne irregolarmente i bordi.
Può togliere le macchie bianche?
Gli aloni bianchi su un mobile possono avere origini differenti. Alcuni dipendono dall’umidità intrappolata nella finitura, altri da calore, detergenti o danni superficiali.
Un olio ravvivante può migliorare l’aspetto di alcuni segni superficiali, ma non esiste alcuna garanzia che elimini una macchia bianca. Prima bisogna capire cosa ha causato l’alone e quale finitura sia presente.
Su un mobile verniciato, per esempio, il problema può trovarsi all’interno dello strato di finitura, dove l’olio applicato sopra non può intervenire realmente.
Olio paglierino sui mobili verniciati
Questo utilizzo richiede una distinzione importante. Esistono prodotti formulati con olio paglierino che il produttore dichiara adatti alle superfici verniciate. Ciò non significa che un generico olio paglierino puro debba essere passato su qualsiasi mobile verniciato.
Una vernice integra riduce fortemente l’assorbimento. Il prodotto può quindi rimanere prevalentemente sulla superficie e lasciare un film oleoso.
Se vuoi ravvivare un mobile verniciato, la soluzione più prevedibile è utilizzare un prodotto espressamente formulato per quel tipo di finitura. Se invece possiedi già dell’olio paglierino, controlla sull’etichetta che l’utilizzo sul legno verniciato sia espressamente previsto.
Olio paglierino sui mobili laccati
Un mobile laccato dovrebbe generalmente essere trattato con prodotti specifici per la laccatura e non come se fosse legno grezzo.
La lacca copre la fibra e crea una finitura superficiale. Applicare un olio impregnante con l’obiettivo di “nutrire il legno” non ha molto senso se il prodotto non riesce a raggiungere il materiale sottostante.
Inoltre una superficie laccata opaca può mostrare aloni o differenze di brillantezza se viene trattata con un prodotto oleoso non previsto.
Per la normale pulizia di questi mobili è meglio seguire le indicazioni del produttore della cucina o dell’arredo.
Attenzione alle impiallacciature
Molti mobili non sono realizzati interamente in legno massello ma presentano un sottile strato di legno pregiato applicato sopra un supporto. Questo strato prende il nome di impiallacciatura.
L’olio può essere utilizzato su determinate impiallacciature quando finitura e prodotto sono compatibili, ma bisogna evitare di saturare eccessivamente bordi, fessure e zone dove il rivestimento si sta sollevando.
Se l’impiallacciatura presenta bolle o distacchi, prima bisogna riparare il problema. Infiltrare olio sotto una parte scollata può complicare la successiva adesione.
Quante mani applicare
Non esiste un numero standard. Su un mobile utilizzato per la normale manutenzione può essere sufficiente una sola applicazione leggera.
Nel trattamento di un legno molto assorbente alcuni prodotti consentono una seconda applicazione quando la prima è stata completamente assorbita. Borma, per esempio, indica per il proprio olio paglierino una seconda applicazione sul legno sfibrato solo se la prima risulta completamente assorbita; in caso contrario suggerisce di rimuovere l’eccesso.
È un buon principio generale: osservare la superficie prima di aggiungere altro prodotto.
Ogni quanto trattare i mobili
Non serve applicare olio paglierino con una frequenza rigida. Un mobile poco utilizzato potrebbe non richiedere trattamenti per molto tempo.
La necessità dipende dal tipo di legno, dalla finitura, dall’ambiente, dall’esposizione alla luce e dalla frequenza con cui il mobile viene pulito.
Quando la superficie appare ancora uniforme, non assorbente e ben mantenuta, aggiungere altro olio può essere inutile. Il criterio dovrebbe essere la reale condizione del mobile, non il semplice fatto che siano trascorsi alcuni mesi.
Cosa fare se il mobile rimane unto
Se dopo il trattamento il mobile è ancora oleoso al tatto, probabilmente è stato applicato troppo prodotto oppure la superficie non è in grado di assorbirlo.
Passa più volte un panno pulito e asciutto senza aggiungere altro olio. Cambia il panno quando diventa impregnato.
Lascia poi la superficie asciugare per il tempo indicato sulla confezione. Non coprire immediatamente il mobile con tovaglie, libri o oggetti che potrebbero assorbire il residuo.
Se dopo un tempo ragionevole la superficie continua a essere appiccicosa, consulta le istruzioni specifiche del prodotto prima di utilizzare solventi. Aggiungere detergenti scelti a caso può danneggiare la finitura sottostante.
Cosa fare se il legno diventa troppo scuro
L’olio tende a rendere il colore più saturo, soprattutto sul legno grezzo. Se la variazione è semplicemente l’effetto dell’assorbimento, non è necessariamente reversibile con una semplice passata di panno.
Ecco perché la prova preliminare è così importante. Su legni molto chiari anche un olio definito neutro può modificare visivamente la tonalità perché cambia il modo in cui la luce attraversa la superficie.
Se vuoi mantenere il legno il più chiaro possibile, scegli fin dall’inizio un trattamento formulato specificamente per ottenere quell’effetto invece di affidarti a un olio ravvivante generico.
Utilizzo su tavoli da pranzo e superfici a contatto con alimenti
Non bisogna presumere che un olio adatto ai mobili sia automaticamente idoneo per superfici destinate al contatto diretto con alimenti.
Un tavolo da pranzo normalmente non viene utilizzato come tagliere e può essere trattato con molti normali prodotti per mobili, ma taglieri, piani destinati alla preparazione degli alimenti e utensili richiedono prodotti specificamente dichiarati idonei per quell’impiego.
Prima di trattare una superficie destinata al contatto diretto con alimenti, controlla quindi la documentazione del prodotto.
Precauzioni durante l’utilizzo
Anche se l’olio paglierino viene comunemente utilizzato in casa, bisogna seguire le indicazioni riportate sull’etichetta e sulla scheda di sicurezza del prodotto specifico.
Poiché le formulazioni commerciali possono essere diverse, non bisogna dedurre le precauzioni dalla sola denominazione “olio paglierino”. Alcuni prodotti possono contenere componenti o solventi differenti da altri.
Lavora in un ambiente adeguatamente ventilato quando previsto, proteggi le superfici circostanti e utilizza i dispositivi indicati dal produttore.
Gli stracci utilizzati devono essere gestiti secondo le istruzioni del prodotto. Questa attenzione è particolarmente importante quando si usano formulazioni che contengono anche oli essiccanti o altre sostanze con specifiche prescrizioni di sicurezza.
Errori comuni nell’utilizzo dell’olio paglierino
Il primo errore è applicarlo senza sapere quale finitura protegge il mobile. Il legno grezzo e una superficie completamente verniciata non reagiscono allo stesso modo.
Il secondo è versarne troppo. Un’applicazione abbondante non corrisponde a una manutenzione migliore e può lasciare il mobile unto per molto tempo.
Un altro errore consiste nell’utilizzare l’olio come detergente universale sopra una superficie molto sporca. Prima viene la pulizia appropriata, poi l’eventuale trattamento.
Bisogna evitare anche di applicarlo indiscriminatamente su mobili antichi di valore. In presenza di una finitura storica non identificata è meglio chiedere una valutazione professionale.
Infine, non bisogna dimenticare la prova preliminare. L’olio può cambiare notevolmente la tonalità di un legno chiaro e scoprirlo al centro dell’anta principale è decisamente troppo tardi.
Procedura pratica per trattare un mobile
Per prima cosa identifica, per quanto possibile, la finitura. Se il mobile è in legno naturale, grezzo o già trattato con un sistema compatibile, scegli un olio paglierino indicato dal produttore per quella superficie.
Spolvera accuratamente e pulisci eventuali macchie con un sistema adatto al mobile. Lascia asciugare completamente.
Fai una prova in un punto nascosto. Se colore e finitura sono soddisfacenti dopo l’asciugatura, versa una piccola quantità di olio su un panno pulito e distribuiscila uniformemente seguendo la venatura.
Lascia agire per il tempo indicato sulla confezione. Se il prodotto viene rapidamente assorbito, valuta una seconda applicazione soltanto quando le istruzioni lo consentono.
Rimuovi accuratamente tutto l’eccesso con un secondo panno e lucida fino a ottenere una superficie omogenea e non unta. Lascia infine asciugare prima di riposizionare oggetti e tessuti sul mobile.
Conclusioni
L’olio paglierino può essere un valido prodotto per ravvivare mobili in legno, accentuarne le venature e mantenere determinate finiture tradizionali, ma deve essere utilizzato con moderazione. Non esiste un unico olio paglierino con caratteristiche identiche: le formulazioni commerciali possono differire e la compatibilità con legno grezzo, cera e superfici verniciate va verificata sulla confezione.
Prima di trattare l’intero mobile, individua quindi la finitura e fai una prova in un punto nascosto. Se il risultato è corretto, applica pochissimo prodotto con un panno morbido, lascia assorbire secondo le istruzioni e rimuovi sempre l’eccesso. Se invece il mobile è laccato, presenta una vernice moderna non identificata oppure è un pezzo antico di valore, il passo più prudente è evitare applicazioni improvvisate e utilizzare un prodotto specifico o chiedere indicazioni a un restauratore.
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Katarina Riem è una blogger appassionata di bellezza, cucina, giardinaggio e lavoretti fai da te. Sul suo sito personale, pubblica guide dettagliate su come realizzare progetti creativi, ricette deliziose e consigli utili per la cura della bellezza.
